Alessano sorge ai piedi della Serra dei Cianci, la piu alta delle Serre Salentine. Alessano è un centro agricolo noto per la lavorazione del Tabacco, l'uva, l'olio di oliva e gli ortaggi. Patrono di Alessano è San Trifone. San Trifone diverse volte intervenne con miracoli a favore degli Alessanesi salvando spesso l'invasione dei terreni dalle cavallette e da altri insetti dannosi per l'agricoltura.
Gli Ebrei, in seguito alla distruzione del Tempio di Gerusallemme e all'eccidio nella Città Santa dall'imperatore Tito avviarono
la famosa diaspora che li portò in tutte le parti del mondo tra cui nella città di Alessano i quali diedero vita ad un'attività
commerciale che caratterizzo il paese per diversi secoli. Avendo gli ebrei raggiunto un'invidiabile posizione economica, furono ben
visti da Re e imperatori di un tempo, tra cui: Carlo I, Carlo II D'Aragona, Carlo V Filippo II, i quali decisero di risparmiarli a condizione che
occupassero quartieri diversi da quelli abitati dai cristiani.
Nasceva così il Ghetto. Con questo gli ebrei si trasferirono
in una contrada chiamata gli sciudei "nomignolo dato agli abitanti di Alessano". I festeggiamenti civili in onore del Santo Patrono
si festeggiano l'ultima domenica di luglio ma liturgicamente vengono festeggiati il 10 Novembre.
Monumenti da visitare ad Alessano sono:
Il Palazzo Legari Maestoso palazzo dai caratteri tipici dell'architettura civile del cinquecento voluto da Donato Lecari, feudatario di Alessano.
Il Palazzo San Giovanni non si conosce con esattezza la data di costruzione del palazzo, si presume alla prima metà del '500, somigliando in alcune forme a Palazzo Legari, la cui data di costruzione è il 1534. Il palazzo diviene proprietà della famiglia Sangiovanni nel 1643, dopo esserlo stato di Pompeo Almotrino ed in precedenza del vescovo di Monopoli Francesco Surgente.
La chiesa di S. Antonio, conosciuta come 'lu Cumentu', sembrerebbe tra le costruzioni piú antiche di Alessano. Furono eseguiti dei lavori dai feudatari di Alessano, Filiberto Ayerbo d'Aragona e Laura Guarini; alla metà del '600 questi fece costruire la cappella di famiglia, dedicata a Sant'Antonio con uno altare opera dello scultore copertinese Ambrogio Martinelli. La costruzione della chiesa é a navata unica, con capriate lignee, sulla quale si aprono sei cappelle con altrettanti altari.
Il nome Serra dei Cianci si riferisce a quel tratto di serra che piú a nord prende il nome di Serra dei Peccatori e poi Serra Magnone, entrambe nel territorio di Specchia. Essa caratterizza il territorio di Specchia ed Alessano e costituisce un paesaggio colmo di uliveti. É infatti la maggior parte di questi terreni sono coltivati ad ulivo.
La chiesa di Santa Barbara Antica cappella del XIV secolo, unita al monastero femminile quasi del tutto distrutto. La costruzione risale , nel periodo angioinino, la facciata é intatta, poche le tracce degli affreschi interni, quasi scomparsa.
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